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Cronache da Altroquando

mercoledì 1 luglio 2009

Coraline di Henry Selick


Erano mesi che l'aspettavamo.
Sul manifesto campeggiava la scritta: dal regista di Nightmare Before Christhmas.
E così tutti a pensare che si trattasse del nuovo film di Tim Burton. Invece no. Molti non sanno che il capolavoro natalizio in stop-motion del 1994 non fu diretto da Tim, bensì da Henry Selick, maestro della tecnica, forse non provvisto del genio di Burton, però.

Tim Burton's Nightmare Before Christhmas era effettivamente l'ennesimo delirio dell'autore di Batman, Edward mani di forbice e La fabbrica di cioccolato, in tutto e per tutto, tranne che per la regia, che evidentemente non era per niente facile. E se Burton l'affidò a Selick, dunque, accettando di cedergli un pezzettino di paternità del film, un motivo doveva esserci. Infatti, la straordinaria maestria di girare con questa tecnica, lunga, complicata e dispendiosa la ritroviamo tutta in Coraline, nelle sale in questi giorni.

Il film narra le vicende di una ragazzetta, personaggio inventato e tratto dal romanzo omonimo di Neil Gaiman, che vorrebbe inventarsi un altro mondo, dove i grandi pensino un pò più a lei, anzichè solo e soltanto alla carriera e agli affari loro.
E questo mondo lo trova, inizialmente edulcorato e patinato, e poi sempre più incubesco e insidioso, attraverso una porticina nascosta in un muro della casa in cui il padre e la madre si sono appena trasferiti per ultimare un noiosissimo catalogo di botanica.

Mostri, fantasmi, streghe, paesaggi da sogno e da incubo, colori, circhi e fantasiosi numeri da musical ci illudono dunque per tutto il film che l'impennata, il colpo di genio, possa arrivare da un momento all'atro. Dispiace dirlo, ma così non è.

Coraline, visivamente, tecnicamente, è indubbiamente perfetto. Ma il forse di cui sopra cade. Manca il genio burtoniano, a riempire di magia lo straordinario e dorato contenitore creato da Selick, che rischia però di essere considerato, sotto tanti aspetti, fine a se stesso, senza alcunchè di veramente impressionante all'interno. Manca una trama solida, manca una colonna sonora epica, manca lo spessore dei personaggi di Nightmare Before Christmas. Il paragone è impietoso e indispensabile, tutto richiama al precedente lavoro, dalla grafica, all'aperta citazione in locandina, e dunque l'hanno voluto loro.

Peccato, perchè se la collaborazione fosse stata bissata, le condizioni per realizzare un altro indimenticabile cult c'erano tutte. E non solo perchè abbiamo già visto di cosa siano capaci insieme, ma soprattutto perchè saremmo stati curiosi di vedere Tim alle prese con un soggetto di Gaiman, molto affine alla poetica burtoniana per cui quelli che ne escono male, in queste strane "strane storie per bambini", sono sempre i grandi. (Siamo davvero sicuri che i principali destinatari siano i bimbi?).

Leggete Gli incubi di Hazel, altro romanzo di Gaiman. In una giornata di pioggia, appena finisce l'estate. Liberate la mente e fatevi i film mentali. Vi annoierete molto meno. Nella spasmodica attesa del ritorno di Tim Burton che, se ancora non lo sapete, sta girando una sua personalissima trasposizione cinematografica di Alice nel paese del meraviglie.
Battete i piedi con noi.


ON AIR: Marylin Manson - This is Halloween


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2 commenti:

magenta ha detto...

Ho visto Coraline piena di aspettative,ed effettivamente sono uscita pensando che il film non era male ma mancava qualcosa,era incompleto...effettivamente forse mancava Tim... sono convinta invece che il libro potrebbe essere molto meglio del film,avendo letto Gli incubi di Hazel,credo che la storia possa rendere molto di più. Effettivamente queste "favole" non credo siano adatte ad un pubblico di bambini...gli animali di Hazel li ho sognati di notte io che sono adulta (almeno all'anagrafe), figuriamoci un bambino...Diciamo che sono adatte forse per adulti-bambini...un pò come siamo noi qui alla fattoria!!!

La Fattoria ha detto...

...storie che però forse dovrebbero leggere bene "certi" adulti. Avrebbero da imparare.