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Cronache da Altroquando

domenica 14 giugno 2009

I love Radio Rock - Richard Curtis - 2009


Certo che lo amiamo il rock.
La musica, i dischi, le radio a transistor.
Come noi stessi.
Bei tempi quelli. I Favolosi Sixties.
Gli anni Sessanta. Quando il rock britannico era all'apice della sua gloria.
Beatles, Rolling Stones, Who. E tanti altri, anche migliori di loro.
Quando il suono giungeva etereo eppure potente, da una strana scatoletta antenno-munita.
Giravi un manopolina e tutto cambiava.
C'era più che musica là dentro. C'era magia e altre banalità simili, mai scontate.
E chi trasmetteva aveva la sensazione di tenere in mano il mondo.
Contro il potere, i clichè, le babbionerie di cariatidi ancora vivi.
Chitarre elettriche, viniliche, erotiche.
Impulso sfrenato di distruzione e rinascita.
C'erano le radio libere, allora. Libere da cosa?
Da tutto. Sponsor, no sponsor, politica e stronzate simili.
Facevi ciò che volevi. Dissacravi, ansimavi, ridevi, piangevi, provocavi.
Una fortuna, le radio libere. Anche in Italia c'erano. Ce le ha mostrate Luciano, anni fa.
In America il Rock'n Roll lo trasmettevano da anni. In Italia chissà quanti anni dopo.
In Inghilterra le radio normali lo trasmettevano due ore a settimana. Quelle pirata 24 ore su 24.
Ce n'erano centinaia.
E c'era pure Radio Caroline, la Radio Rock del film.
Un gruppo di scoppiati appassionati di musica, sesso e libertà.
Trasmettevano da un peschereccio per non farsi arrestare.
Nel bel mezzo dei mari del nord.
E con questa premessa, dunque, il film di Richard Curtis non può che divertirci e commuoverci.
Inutile parlare della colonna sonora.

E nel buio della sala, vedevo andare i cursori della consolle, le lancette dei potenziometri, i fischi dei microfoni e quasi piangevo.
E mi chiedevo in quanti fra i presenti avessero fatto in tempo a fare per l'ultima volta radio in quel modo meraviglioso.
Come me.
Mi son sentito l'uomo più fortunato del mondo.
Come quand'eri dietro il microfono.
Facevi andare il vinile e avevi il mondo in mano.
Niente importava più.

- Questi sono i giorni più belli della nostra vita - dice a un certo punto Il Conte - ed è triste dirlo, perchè siamo in vetta alla montagna, ragazzo. E da questo momento, si potrà solo scendere.

Altro che radio computerizzate. Chi ha il pane non ha i denti, oramai.


ON AIR: Who - My generation


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2 commenti:

magenta ha detto...

Inutile dire che il film è molto carino, sono entrata nella storia nei personaggi e sono stata trascinata dalla musica in un altro tempo, neanche a metà film volevo comprare la colonna sonora!!! Alla fine mi è venuta un pò di malinconia perchè non c'ero in ma avrei tanto voluto... Apro una piccola parentesi che non è il fulcro del film però non ho potuto non notarla... non so voi ma io mi sono innamorata delle giacche favolose che avevano...ma quanto le adoro!?!

La Fattoria ha detto...

Semplicemente fantastiche...! Su tutte quella arlecchino di Simon (al matrimonio) e quella viola (sempre al matrimonio) del tizio figo che non parla mai! ...meravigliose...devo dimagrire un pò perchè le voglio per l'inverno prossimo...;-)