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Cronache da Altroquando

domenica 7 giugno 2009

La mia famiglia e altri animali


La Collana Adelphi.
Quella spoglia, nuda e cruda.
Quella che se non pubblica mattoni, pubblica autori strani. Anche più di E/o, si.
Mattoni in tinta unita. Dai colori opachi.
Economici molto poco.
L'Adelphi, negli anni Settanta era una bandiera. Per gli intellettuali.
Specie per i sinistroidi.
In ogni casa rispettosamente noiosa ne vedevi tantissimi.
Io li ho sempre odiati.
Quando me ne regalavano uno, stringevo i denti.
Quando ne compravo uno mi chiedevo perchè.
Gli Adelphi sono pallosi. Insopportabili a volte.
Lo sostengo sempre.
In ogni discussione letteraria che affronto, trovo sempre il modo di insultare gli Adelphi.
Sono gli unici libri che hai il coraggio di mollare senza sensi di colpa.
Che ti fanno incazzare come una bestia.
Che se te ne porti uno al mare e si bagna non te ne frega niente.
Che a volte li sbatti contro il muro.
Ricordo In Patagonia di Chatwin.
Era un sacco di tempo che volevo leggerlo.
Ricordo un caldo pomeriggio d'estate in cui lo gettai via dalla finestra.
Poi uscii a raccoglierlo mezzo sporco e stropicciato.
Poi un giorno mi accorgo di una cosa.
Scorro con lo sguardo le mie librerie.
Steso sul letto, come faccio spesso.
Ripercorro la storia dei miei libri e ripercorro la mia.
Con un immaginario dito scorro e spolvero e ne vedo uno. Si, un Adelphi del cazzo.
Poi ne vedo un altro e un altro ancora.
Un brivido mi corre lungo la schiena.
Mi rendo conto che gli Adelphi, nelle mie librerie, dominano.
Com'è possibile? Oh mioddio.
Sarò mica masochista.
Li odio e son sempre lì.
Come quello che la mena sulla globalizzazione con ai piedi le Nike.
Dannazione. Vorrei farli sparire.
Mi chiedo cosa potrebbe significare in psicologia questo mio comportamento deviato.
Ci penso su per tutto il giorno.
Poi ieri vado in libreria a cercare un titolo.
La mia famiglia e altri animali, si chiama. Di Gerald Durrel.
Lo cerco. Lo trovo.
Adelphi.
Non poteva pubblicarlo Einaudi? Anche Mondadori, anche Newton Compton, ma non Adelphi.
Panico. Terrore. Miseria.
Lo prendo comunque. Sono malato ormai. Ho bisogno di aiuto.
Leggo nel retrocopertina:

"Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell'isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell'isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitolo con loro."

Ho sorriso.
Ecco, gli Adelphi sono così. Sono come gli amici. Come i parenti. Non li scegli.

Questa è la storia della mia libreria. Inizialmente doveva essere solo un resoconto felice di una vita da lettore felice. Poi ho commesso il grave di errore di infilarci gli Adelphi. Prima Burroughs, poi Marai. Prima Kundera poi Lorenz. Chatwin. Dai Sijie. Naipaul.
Da allora non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno.

Bukowski, Fante, Palahniuk e Marquez sono ancora incazzati neri.
Com'è dura, mettere d'accordo una famiglia.
Lo dice sempre, mio padre.


ON AIR: Ismael Lo - Tajabone


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

che bella questa canzone, non l'avevo mi sentita! taaaaaaaajabone...! :D

La Fattoria ha detto...

Da brividi.
Fa parte della colonna sonora di Tutto su mia madre di Pèdro Almodovar.
E' una delle tre canzoni non originali contenute nel film, le altre musiche (originali) sono di Alberto Iglesias.
Disco caldamente consigliato.

robertino ha detto...

...si gli adelphi sono subdoli...maligni...sono ben squadrati e ben ordinati...come dovrebbe essere la testa dei loro lettori!!! attenzione, non prendiamo con troppa leggerezza il post del fattore...ho sentito che dietro la pubblicazione degli adelphi si cela qualche mistero...questa notizia è stata confermata dal mio amico ROBERTO GIACOBBO (lo conosciuto per caso all'isola di pasqua!!)che infatti ha già in mente di fare una puntata speciale di voyager sull'argomento dal titolo "ADELPHI è IL MALE"!!!
....dunque ragazzi occhio a quello che leggete....
ancora una cosa...ho un amico che un giorno a letto un'adelphi...il giorno dopo ha perso le scarpe e non le ha più ritrovate!!! sarà il caso? oppure sarà meglio buttare gli adelphi fuori dalla propria libreria? ...riflettete..riflettete...continuate...a riflettere....

La Fattoria ha detto...

A Robertì, stai a scassà'r cazzo.
Te, Giacobbo e Gigi D'alessio.